Sulla mia pelle lieve come neve... Se fossi un fiore vorrei essere te

...Piano piano entrava nella stanza dei colori, una cascata di petali si trasformava in soffice tappeto... I papaveri in bocciolo erano sparsi un po' qui e un po' lą...
Lei incantata li raccoglieva con delicatezza e li apriva ordinandoli con meticolosa precisione dal pił chiaro al pił scuro, sino ad ottenere una tavolozza infinita di colori.
Non avrebbe mai voluto smettere per vedere quel colore in pił che sempre le mancava.
Il gioco diventava ricerca e attenzione, osservava le cose per scorgerne altre. Conservava il legnetto che assomigliava ad un coniglio, il sasso che sembrava un uovo e lo dipingeva per renderne l'immagine simile ad un altra.
Cercava e si innamorava di cose inutili: conchiglie, pietre, frammenti di vetro o di maiolica, foglie, pezzetti di cose rotte che nessuno pił voleva, ma per lei rappresentavano enormi tesori.
Parlava con loro come si fa con gli amici confidando gioie e tristezze, cose belle e cose sciocche, paure e certezze...

(Grazie Bruna).

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